Luigi Settembrini e la biografia di Ferdinando II

 Luigi Settembrini e la biografia di Ferdinando II

Domenico Razzano, La biografia che Luigi Settembrini scrisse di Ferdinando II, Ripostes, 2010, pp. 64.

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La politica scolastica del Regnò d'Italia dal 1860 in poi non ha avuto che un solo obbiettivo: menomare il Mezzogiorno e sopratutto Napoli. E’il medesimo obiettivo di tutte le altre politiche del nuovo Stato, la militare, la commerciale, l'agricola, ecc. In una parola la politica scolastica non ha fatto eccezione.
T maggiori colpi li ebbe, e ancora li ha, l'università di Napoli, che conta 6000 studenti sul totale di 24000 di tutte le Università italiane; menomare la nostra università, soffocarla sotto il peso della burocrazia, della fiscalità e della pedanteria mascherata da provvedimenti generali, combatterne il primato, fu il supremo degli scopi governativi. In una delle ultime relazioni ufficiali (potrebbe essere ingiusto registrare il nome del relatore) sì leggono queste precise parole: "La prima università del Regno è ancora l'università di Napoli». Quella parola ancora è voce dal sen fuggita, è un'imprudenza che il relatore (nominarlo sarebbe metterlo alla gogna, forse immeritata! non avrebbe commessa se ci avesse riflettuto; ma è un grido dell'ambiente, e compendia una storia vandalica di mezzo secolo, tuttavia lontana dal fine male occultato dai nuovi edifizii e relativa rettorica.
Ora verso il 1870 capitò al Settembrini la carica di Rettore dell'Università, e naturalmente ad ogni nuova disposizione di regolamento   o nuova istruzione mirante come al solito a colpire la nostra università sotto parvenza generale, i giovani si recavano da lui a lamentarsene.
La sua risposta era costante: Figli miei, bestemmiate la memoria di Ferdinando II, è sua la colpa di questo! — Professore, come c’entra quello li? Si, c'entra; se egli avesse impiccato noi altri, oggi non si starebbe a questo; fu clemente, e noi  facemmo peggio.