I giochi di Norma

I giochi di Norma

P. A. Quarantotti Gambini, I giochi di Norma, Einaudi, 1980, pp. 146.

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Sotto il titolo Gli anni ciechi sono raccolti sei brevi romanzi di Quarantotti Gambini; tutti insieme, formano un vasto quadro di vita famigliare, nell'epoca della prima guerra mondiale e dell'immediato dopoguerra,; sullo sfondo, la campagna istriana. Di questi brevi romanzi, I giochi di Norma è l'ultimo: è composto di tre episodi; l'episodio di mezzo, Le trincee, fu scritto nel '39; il racconto intiero fu scritto nel '64 : Quarantotti Gambini moriva l'anno dopo.
Pagine sempre felici di Quarantotti Gambini sono quelle dove egli illumina l'adolescenza: i suoi sbalzi d'umore, le sue aspre timidezze, le sue collere subitanee e impetuose; quel disagio lento e leggero che sale a invadere l'anima, come un odore leggero di mandorle amare. Qui, nei Giochi di Norma, regna ancora, all'inizio, la gioia e la luce delle libere giornate infantili: Paolo e Norma, sua coetanea e compagna di giochi, passano il tempo fra canneti e sabbia, fra cani e cavalli, nella proprietà di Semedella, dove entrambi sono cresciuti; Paolo vive nella grande casa padronale, con gli zii e i nonni, Norma li accanto, affidata a una vecchia contadina. Poi lentamente su quel solare paesaggio si stendono ombre. E il fascino del breve romanzo non è soltanto nell'aver tracciato, con delicato disegno, la storia d'un rapporto amoroso fra due ragazzi; ma nel lasciare intravedere, alle loro spalle, fra silenzi e bisbigli e gesti impercettibili, vicende segrete di adulti, e una vita famigliare percorsa da frustrazioni, rimorsi e sofferenze nascoste. Al ragazzo appare, a mano a mano che diventa grande, sempre più strana la presenza di quella ragazzetta cosi sola, autonoma e forte, che sembra appartenere alla famiglia e che tuttavia ne è tenuta al margine; essa sempre più gli ispira sentimenti contrastanti e discordi. Sopravvengono mutamenti; scompaiono figure amate; nella grande casa dei nonni la vita sembra scorrere uniforme e pacata come sempre, il dolore in questo interno famigliare non è mai espresso a voce alta, si traduce in sguardi e cenni quasi invisibili; e tuttavia se ne avverte, fra le pareti, il peso e l'intensità. Paolo vede estinguersi un tempo felice, dentro di sé e nel mondo che lo circonda; ed ecco Norma, ragazzetta dagli occhi ridenti e dalle ginocchia ruvide, vestire decorosi panni neri e salire sullo sgangherato calesse che la porta in collegio.