Reazioni e brigantaggio alcune vicende del Contado di Molise

Reazioni e brigantaggio alcune vicende del Contado di Molise

Giuseppe Osvaldo Lucera, Reazioni e brigantaggio alcune vicende del Contado di Molise, Edizioni del Poggio 2011, pp. 158.

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Ciò che un tempo era stata una supposizione, per alcuni un timore e, par altri, un semplice pensiero ovvero una riserva mentale, in brevissimo tempo tutto si trasformò in una cruda realtà. La cosiddetta Rivoluzione Liberale Italiana, nel 1860 compì il suo giro di boa e mostrò in pieno la sua crudeltà e la sua durezza. Rese visivo a tutti come il suo dente d'animale sapesse mordere e si apprestò la compiere gli espropri che aveva in animo di compiere. Le nuove istituzioni si avviarono velocemente verso un lido dal sapore esclusivamente borghese e liberale: con una destra al timone e con dei pseu-do democratici in parlamento a far da assistenti, disponibilissimi ad apporre sigilli di legalità alle prevaricazioni, alle ruberie, all'invenzioni di nuovi e strani privilegi, alla premiazione di coloro che nelle iniziali fasi dell'invasione piemontese si erano distinti per la collaborazione mostrata, all'adozione di strani ed efferate leggi, alla decretazione legale dell'uso della violenza. Ascari che bussarono, con il proprio silenzio, per ottenere anch'essi una fetta di quell'immensa torta.
E' stata facile retorica, quindi, liquidare il fenomeno del brigantaggio post unitario come un evento delinquenziale. Ed è ancora oggi, facile retorica, liquidarlo come una semplice puntura di spillo nella stragrande maggioranza degli aspetti positivi che quella maldestra unità pretese di realizzare nei confronti di un Sud falsamente mal governato da una dinastia definita la negazione di Dio sulla terra. Ed è un'aberrazione culturale l'aver sottratto, occultandola con maestria e sapienza, dalla storiografia ufficiale e dalla cultura di un popolo, una parte della propria vita, della propria speranza di rivalsa, della propria volontà di indipendenza, insomma, una parte della propria storia.