Domicilio coatto

Domicilio coatto

Ettore Croce, Domicilio coatto, Galzerano Editore, 2000, pp. 286.

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I due libri di Ettore Croce, pubblicati per la prima ed unica volta cent'anni fa, riproposti in questo volume, offrono una drammatica e sofferta testimonianza sul domicilio coatto, una misura di polizia illegale ed iniqua, che violava il principio fondamentale della giustizia, secondo il quale nessuno può essere punito o sottoposto a restrizioni della propria libertà per semplice sospetto, addirittura senza giudizio. Per impedire la crescita e lo sviluppo del movimento operaio migliaia di giovani, che professavano idee politiche invise alla monarchia, vennero imprigionati o relegati sulle isole. La violenza poliziesca, usata come arma reazionaria, colpì innocenti militanti anarchici, socialisti e repubblicani, che non avevano commesso nessun reato e non erano neanche capaci di commetterne. Al domicilio coatto si veniva assegnati su segnalazione della pubblica sicurezza: alla scadenza, la pena, arbitraria ed atroce, poteva essere rinnovata all'infinito, senza giudici e senza delitti. Deportati sulle isole, anarchici, socialisti e repubblicani vennero costretti a vivere lontano dalle proprie famiglie in condizioni disumane e di estrema miseria. Tra i condannati anche Croce che, in questo coraggioso reportage, combatte - con verità e rabbia, passione e sdegno - una battaglia di civiltà giuridica contro l'istituto del domicilio coatto, descrivendo le sofferenze, la vita, i «reati» di pensiero e di associazione dei quali erano stati accusati i suoi compagni di pena.